PROGRAMMA A.A. 2016/2017

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Il Master in Governo dei Flussi Migratori è un master di secondo livello, della durata di un anno, che rilascia 60 CFU.

Le ore destinate alle attività didattiche sono articolate come segue:

  • didattica frontale e esercitazioni pratiche (300 ore – 40 CFU)
  • attività di approfondimento  (80 ore)
  • 350 ore di project work  (20 CFU)

 

La modalità di frequenza prevede week-end alterni.

 

Il programma degli studi

UNIT 0 – I fenomeni migratori (ore didattica 30 – CFU 4)

 

  • Politiche migratorie: quadro storico e analisi sociali
  • Migrazione, globalizzazione, profughi ambientali e processi socio-economici
  • Accoglienza, integrazione, cittadinanza e diritti umani: la nuova frontiera della cooperazione e della tutela internazionale

 

UNIT 1 – Il Quadro giuridico nazionale (ore didattica 80 – CFU 12)

 

  • Evoluzione storica e fonti del diritto dell’immigrazione in Italia: dalla Legge Martelli alla Turco Napolitano sino alla Bossi Fini.
  • L’ingresso nel territorio nazionale e il permesso di soggiorno. La condizione giuridica dello straniero in Italia: tutela della famiglia e dei minori stranieri in Italia.
  • La disciplina del lavoro: la programmazione dei flussi. La disciplina della tutela penale e amministrativa contro l’irregolarità del soggiorno (reato di clandestinità, respingimento e misure amministrative alternative).
  • Il provvedimento di recepimento della Direttiva Europea 2008/115/CE in materia di Rimpatrio di stranieri irregolari e la Direttiva Europea 2002/90/CE; in materia di Favoreggiamento dell’ingresso irregolare del transito e del soggiorno illegale
  • Gli accordi di riammissione tra politiche di respingimento e quote annuali di accessi regolari
  • La protezione internazionale e l’evoluzione del Diritto d’Asilo ( Art. 10 della Costituzione).
  • Il recepimento della Direttiva europea 2013/ 32/UE in materia di “Procedure per il riconoscimento e la revoca dello Status di rifugiato”; della Direttiva n° 2013/33/UE in materia di “Norme minime per l’accoglienza dei richiedenti Asilo negli Stati membri”; della Direttiva 2011/95/UE in materia di “ attribuzione a cittadini di paesi terzi o apolidi della qualifica di beneficiario di protezione internazionale”.
  • Il Sistema di Accoglienza italiano: dalla Prima accoglienza al Sistema SPRAR

 

Attività di approfondimento (10 ore)

Analisi di casi studio: la rete d’accoglienza del sistema SPRAR diffusi sul territorio nazionale

UNIT 2 – Il Quadro comunitario (ore didattica 30 – CFU 3)

 

  • Il trattato di Lisbona come punto di arrivo: per le nuove politiche migratorie: In particolare gli artt. 77, 78, 79 e 80.
  • Le Direttive Europee in materia di “ Procedura”, “accoglienza” e “qualifica di beneficiario di protezione internazionale” .
  • Il Sistema “ Dublino” sua evoluzione sino al cd. Dublino III
  • Il “Global Approach” tra obiettivi e sviluppi: i partenariati di mobilità e le piattaforme di cooperazione.
  • Seminario di approfondimento con esperti ed operatori di settore

 

Attività di approfondimento (10 ore)

Esercitazione/Gioco di ruolo: Simulazione del percorso reale di una procedura di richiesta asilo.

 

UNIT 3 – I nuovi flussi migratori (ore didattica 50 – CFU 7)

 

  • La crisi dello scenario internazionale in Europa dell’Est ed Africa: la primavera araba e l’evoluzione dei flussi dopo la caduta dei regimi nordafricani e mediorientali
  • Il collasso del Sistema di Accoglienza in Italia ed in Grecia. Il potenziamento del Sistema di accoglienza in Italia La crisi dello scenario internazionale in Europa dell’Est ed Africa: la primavera araba e l’evoluzione dei flussi dopo la caduta dei regimi nordafricani e mediorientali
  • La crisi del Sistema degli Accordi di Dublino.  Le prime risposte verso il superamento del criterio dello “ Stato di primo ingresso. Le clausole “umanitaria e familiare”. La crisi del Sistema degli Accordi di Dublino
  • La “relocation” e il “resettlement” come strumenti per riequilibrare le pressioni particolari su Italia e Grecia: il ruolo delle organizzazioni internazionali

 

Attività di approfondimento (10 ore)

Seminario di approfondimento con casi di studio con esperti ed operatori di settore

 

UNIT 4 – Il nuovo Quadro Operativo Comunitario: dal 2014 al 2020 (ore didattica 40 – CFU 5)

 

  • I Fondi Europei di sostegno alle politiche dell’Immigrazione.
  • Il Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 2014 : gli “orientamenti strategici 2014-2020”.
  • Le priorità della nuova Commissione Juncker: “ Un nuovo inizio per l’Europa”
  • L’Agenda Europea sulla migrazione (del 13 maggio 2015)

 

Attività di approfondimento (40 ore)

Laboratorio pratico: Definizione e costruzione di una proposta progettuale da presentare a valere sui fondi europei di sostegno alle politiche dell’immigrazione (PCM)

 

UNIT 5 – Le possibili prospettive (ore didattica 40 – CFU 5)

 

  • Dall’armonizzazione dei Sistemi nazionali per un Diritto di Asilo comunitario al Mutuo riconoscimento del diritto di asilo Europeo.
  • Una politica condivisa con i paesi di origine: dagli accordi di riammissione dell’U.E. al ritorno delle politiche di migrazione legale. Analisi di casi
  • Lo sviluppo strategico ed il potenziamento dei Fondi Europei di sostegno alle politiche dell’Immigrazione

 

 

Unit 6 – Le competenze trasversali degli operatori del settore (ore didattica 30 – CFU 4)

 

  • Negoziazione e gestione dei conflitti
  • Comunicazione e progetti di integrazione

 

Attività di approfondimento (10 ore)

Esercitazione/Gioco di ruolo: prevenire il conflitto nelle aree marginali delle città.

Le attività di approfondimento sono caratterizzate dall’utilizzo di strumenti e metodologie altamente innovative.

Project work

Durante lo svolgimento del master è previsto per ciascun partecipante lo svolgimento di un project work (PW) formativo professionalizzante.

Il PW è parte integrante dell’attività didattica del master, è oggetto di valutazione, attribuisce crediti formativi e coincide con la tesi finale del master. Ha una durata di 350 ore.

Il discente può scegliere se sviluppare il PW a partire dal proprio contesto lavorativo o se riferirsi ad altri contesti ovvero svolgerlo presso un’altra Pubblica Amministrazione.

Il PW è un progetto sperimentale con carattere operativo e concreto riferito ad una situazione reale della P.A. ed ha lo scopo di proporre una o più soluzioni innovative.

La durata del project work per i master da attivare nell’A.A. 2016-2017 è stata incrementata rispetto alle precedenti edizioni. Infatti, il carattere sperimentale del PW richiede un impegno temporale consistente per approfondire variabili di contesto, processi e modelli applicativi, anche attraverso l’analisi e lo studio comparativo in contesti similari, nazionali ed internazionali.

Il PW può prevedere, infatti, sia l’innovazione di un’attività sia l’impostazione o il cambiamento di una struttura organizzativa o ancora lo sviluppo di una nuova procedura operativa o di un nuovo processo (in particolare attraverso l’utilizzo del PCM – Project Cycle Management – e del RBM -Results-Based Management).
Durante l’intero processo di ricerca ed elaborazione del PW è prevista l’assistenza individuale di un coach che affianca il discente in tutte le fasi previste e nell’applicazione/utilizzo di conoscenze, metodologie e strumenti appresi in aula.
Inoltre, ferma restando la supervisione individuale per i singoli PW e previa analisi dei profili dei partecipanti e dei contesti lavorativi di provenienza, il coach di concerto con la Faculty del master propongono ove possibile lo sviluppo di un progetto di più ampio respiro che vedrà la declinazione di singoli PW come temi specifici di un unico macroprogetto sperimentale e innovativo.

In tal modo si favorisce indirettamente la collaborazione sinergica tra più amministrazioni pubbliche e si arricchisce il percorso formativo dei partecipanti al master attraverso un’esperienza che implica scambi e confronti, oltre a favorire una visione strategica e di sistema di alcuni problemi e delle relative soluzioni.

Il PW si articola nelle seguenti fasi:

  •  Individuazione degli stakeholder: individuazione degli attori chiave e dei portatori d’interesse rispetto al tema del progetto;
  • Analisi del contesto di riferimento: descrizione del contesto organizzativo procedurale e operativo della questione trattata, con precisazione di ruoli, attività, comportamenti, modalità operative rilevanti dello scenario di intervento;
  • Definizione dell’obiettivo generale e degli obiettivi specifici: individuazione del cambiamento e/o della sperimentazione da proporre per la risoluzione del/i problemi individuati nella fase iniziale. In questa fase è fondamentale l’assistenza del coach al fine di favorire quanto più possibile l’individuazione di un tema che consenta il collegamento con altri PW in una logica di approccio sistemico
  • Indicazione vantaggio/i attesi: individuazione del risultato minimo atteso, utile al raggiungimento dell’/degli obiettivo/i.
  • Attività: sviluppo sintetico ma completo della proposta di innovazione o soluzione, con particolare riguardo alla sequenza operativa e all’indicazione dei dati quantitativi essenziali, atti a definire le dimensioni della situazione o del problema

 

Il PW per quanto sopra descritto rappresenta uno strumento utile:

  • al dipendente della PA per tradurre in competenze pratiche quanto acquisito durante il percorso formativo
  • alla PA ospitante per fruire di un supporto consulenziale interno se sviluppato da un dipendente della propria struttura o esterno per la risoluzione di un problema o lo sviluppo di soluzioni innovative e sperimentali a vari livelli
  • alla community del master perché il PW sviluppato sarà poi redatto in un format standard e messo a disposizione nell’ambiente virtuale dedicato per la condivisione con gli altri utenti come caso di studio
  • all’Ateneo per arricchire di nuovi spunti gli studi e le ricerche nel settore oggetto del master e attivare convegni/dibattiti su tematiche di interesse
  • agli stakeholder della P.A. per divulgare soluzioni sperimentali e approfondirne le applicazioni in diversi contesti

 

Lo scenario evolutivo e il contesto della P.A. con riferimento alle tematiche trattate dal master

La recente emergenza migratoria ha messo in evidenza l’inadeguatezza delle norme europee in materia di gestione dei flussi migratori. L’accoglienza nell’agosto 2015, da parte della Germania, di profughi siriani giunti in un altro Paese europeo ha inoltre messo di fatto in discussione il Trattato di Dublino. Tale Trattato prevede, infatti, che il migrante possa fare richiesta d’asilo soltanto solo nel primo Paese europeo di approdo. Nello stesso mese di agosto, la Germania ha presentato una proposta in dieci punti per la modifica del trattato.

Ugualmente, l’emergenza migratoria ha portato alla ratifica, il 18 marzo 2016, di un Accordo fra la Turchia e l’Europa per la gestione dei flussi migratori nelle isole greche.
I PW hanno lo scopo di:

  • Analizzare la Convenzione di Dublino (1990) e le successive modifiche che hanno condotto al Trattato di Dublino II (2013) e di Dublino III (2013), segnalarne le criticità e suggerire spunti di modifica, basandosi anche sulle proposte fatte dalle Germania, che potranno essere commentate e modificate. Il PW permetterà in questo modo al partecipante di formulare la propria proposta, che potrà poi essere condivisa con gli altri partecipanti.
  • Analizzare l’Accordo fra la Turchia e l’Europa, segnalandone le criticità e proponendo nuove formule che possano sostituirlo.

 

Risorse strutturali

Ogni partecipante potrà usufruire durante lo svolgimento del PW di tutti gli spazi e i servizi dell’Ateneo e dotazioni strumentali tra cui: accesso a banche dati e laboratori, biblioteca.. etc.
Inoltre, qualora si rendesse necessario accedere presso strutture e/o enti per l’analisi di dati, per incontri.. etc, l’Ateneo agevolerà il discente predisponendo la necessaria documentazione amministrativa.

LCU, inoltre, mette a disposizione le competenze delle risorse dei propri Centri di ricerca che promuovono costantemente la diffusione della conoscenza attraverso documenti, rapporti, studi e ricerche ed alimentano il dibattito su temi di grande interesse attraverso seminari, convegni e giornate di studio creando così opportunità di confronto, approfondimento e aggiornamento con un approccio trasversale alle tematiche in discussione. In particolare è prevista la collaborazione con il Centro di Ricerca sulle Metodologie Ermeneutiche della Complessità vocato allo stesso tempo alla ricerca di possibili chiavi di lettura della complessità, ma anche, alla costruzione di “linguaggi” non semplici, in grado di esprimere i cambiamenti, costruire nuove strutture e funzioni.
Lo staff tecnico – organizzativo e il corpo docente del Dipartimento per la ricerca potranno coadiuvare il coach e il corpo docente nell’assistenza individuale fornita oltre a contribuire all’individuazione di temi oggetto del PW.

Pubblicazione e diffusione dei PW

E’ prevista la pubblicazione dei PW sul sito istituzionale dell’Ateneo e nella community on-line sotto forma di caso di studio.
Sarà adottato un format standard per la pubblicazione con lo scopo di facilitare la consultazione del documento da parte di terzi interessati ad approfondire alcuni temi specifici e a consultare soluzioni organizzative, procedurali ..etc individuate in determinati contesti.
Inoltre, la casa editrice di riferimento dell’Università potrà – previa visione degli elaborati – valutare la pubblicazione di un e-handbook per la PA articolato per macrotemi.

Inoltre, è prevista l’organizzazione di convegni con gli stakeholder delle P.A. per la presentazione e diffusione delle soluzioni oggetto di approfondimento e analisi dei singoli project work.


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